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Studio di Grafologia Forense
Perizia Grafica Attendibilità

Perizia grafica attendibilità

L’Attendibilità della perizia grafica o grafologica sulle scritture ovvero il suo grado di affidabilità è al centro del dibattito scientifico da molti decenni. Gli anni ‘90 hanno trasformato, in maniera significativa,  l’approccio a questa branca delle scienze forensi.

Infatti, in risposta ad un articolo di Risinger del 1989 che negava con forza ogni fondamento scientifico della perizia grafica contestandone l’affidabilità e attendibilità,  il dottor  Kam, professore alla Drexel University, condusse una serie di studi per verificare l’affidabilità degli esaminatori forensi di documenti.

Con il permesso dell’FBI,  egli avviò uno studio pilota coinvolgendo 7  esaminatori forensi dell’FBI e 10 studenti profani. Distribuiti, ad ogni partecipante, 86 documenti originali scritti a mano, chiese loro di separare le scritture appartamenti ad un unico soggetto da quelle appartenenti ad altri soggetti . Nel valutare i risultati, il dottor Kam sorprendentemente constatò le differenze di prestazioni tra gli esaminatori professionisti e i profani. Malgrado le modeste dimensioni del campione, i risultati indicarono che in effetti esisteva una competenza nell’identificazione forense della scrittura a mano. Lo studio fu  pubblicato nel 1993 anche se  non mancarono le critiche connesse all’esiguità del campione.

Tali che il dottor Kam pubblicò nel 1997 un secondo studio. Questa volta esaminò  100 esaminatori forensi di cui 41 profani. I risultati furono confermati dimostrando  che il grafologo forense  commetteva un errore nel 6,5% dei casi mentre il profano rispondeva erroneamente sul 38,3% delle scritture.

In sostanza un esaminatore non professionista identificava lo scrittore sbagliato con una frequenza di  errore sei volte maggiore rispetto ad un esaminatore esperto.

Questi studi compiuti su  larga scala hanno innegabilmente mostrato che un grafologo giudiziario possiede un’abilità nell’esame della scrittura che manca ai non professionisti e che pertanto le sue conclusioni sono più affidabili rispetto a quelle dei non esperti.

Affidabilità della grafologia peritale in Italia

Questi non furono i soli studi sull’attendibilità della perizia grafica. Autorevoli autori proseguirono la ricerca scientifica ottenendo conferme sulla validità delle perizie su scritture.

Le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Daubert hanno drasticamente cambiato il modo di considerare  le consulenze degli esperti, anche in Italia.

Accanto ai requisiti della verificabilità, della falsificabilità, della sottoposizione al controllo della comunità scientifica, della conoscenza del tasso di errore, della generale accettazione della comunità degli esperti indicata dalla sentenza Daubert, la Cassazione penale sez IV, nella sentenza Cozzini,  ha introdotto in Italia  nuovi requisiti di affidabilità e di indipendenza dell’esperto, di rilevanza  delle finalità per le quali si muove, con la  possibilità di formulare criteri di scelta tra le contrapposte tesi scientifiche.

Pertanto prima della decisione Daubert, la sfida più impegnativa che uno scienziato forense poteva affrontare in tribunale riguardava la messa in discussione delle proprie credenziali. Raramente venivano poste domande sul metodo utilizzato, sulla procedura più o meno convalidata o sulla eventualità che una scienza maggioritaria potesse essere superata da acquisizioni più recenti .

Nell’era post – Daubert queste aree di interrogatorio diventarono sempre più frequenti.

Le nuove sfide della grafologia forense o giudiziaria

Con il passare del tempo e la crescita della professione del grafologo forense e della grafologia criminalistica sono migliorati anche i metodi di formazione, la condivisione delle conoscenze cosi come l’ampia consultazione e discussione si sono evoluti, conferendo maggiore coerenza dei metodi e una maggiore affidabilità del risultato.

Tuttavia,  il processo di apprendimento sul campo è alla base della formazione di coloro che si avvicinano alla grafologia peritale. In realtà, benché numerosi siano i libri scritti sull’ argomento, manca un vero libro di testo che esprima in modo chiaro e conciso e in qualche modo anche organizzato il fondo di conoscenza che il professionista dovrebbe avere.

Come accennato,  studi autorevoli hanno confutato l’ipotesi  suggerita da alcuni autori che non c’è differenza tra esperti periti grafici e non professionisti conseguendo risultati incoraggianti.

La tecnologia a supporto del grafologo forense

A questo si aggiunge che il recente progresso della tecnologia ha introdotto nuove zone d’ombra con problemi sempre più complessi nel campo dell’esame dei documenti.

Anche dopo lo sviluppo delle tecniche di riconoscimento del modello mediante software applicativi, poca ricerca significativa è stata condotta  nel campo della interpretazione dei dati e della loro analisi sotto forma di caratteristiche della mano scrittura.

Limiti della perizia grafica

Nel frattempo, nella pervasiva fede nei confronti della tecnologia ci si aspetta che il grafologo giudiziario fornisca soluzioni in termini percentuali a tutti i problemi relativi ai documenti forensi anche quando gli si offre materiale inadeguato e insufficiente e i dati ricavabili dai documenti sono piuttosto inadeguati per giungere a una conclusione definitiva.

Basti considerare come anche la medicina, basata sull’applicazione della scienza e dell’abilità umana, rappresenti l’àncora di salvezza per  l’esistenza umana; e come sia considerata dalla maggioranza degli individui un campo ordinato di conoscenze e procedure. Sfortunatamente non è così.

Spesso gli esaminatori forensi sono ingiustamente accusati di venire meno alle loro responsabilità dichiarando troppo spesso che non possono identificare né escludere un individuo in quanto autore di una grafia incriminata .

Sul punto è interessante la citazione  di Ellen il quale, dichiarando il suo punto di vista, affermò:

“…esprimere una conclusione con certezza è una maniera errata di procedere. Vuol dire non tenere presente i limiti del metodo e l’accuratezza delle osservazioni su cui si basano, tuttavia le conclusioni possono essere tratte correttamente se le limitazioni  vengono riconosciute”.

David Ellen

La perizia grafica è una disciplina scientifica

Essendo l’identificazione della grafia una scienza che utilizza anche conoscenze di altre discipline quali la fisica, chimica, matematica, ingegneria e tecnologia, i limiti di queste, compresi i metodi e le tecniche utilizzate  e i limiti della scienza stessa, danno un contributo significativo all’incertezza limitando le conclusioni definitive.

Nonostante tutte queste limitazioni, la professione ha resistito al tempo sopravvivendo malgrado tutte le difficoltà.

Gli esperti continuano a svolgere il loro lavoro nella consapevolezza dei limiti di questa scienza che rappresentano non una debolezza ma una forza.

Non sarà possibile molto probabilmente eliminare questi limiti anche con il futuro avanzamento delle tecnologie informatiche e scientifiche.

Si migliorerà la qualità di indagini e il livello di competenza però rimarranno sempre le incertezze e le limitazioni connesse alla natura della scienza grafologica.

Secondo Huber l’identificazione della grafia si presta a pregiudizi non intenzionali e che sono proprio tali pregiudizi a portare errori. Certamente è una delle poche discipline forensi che discende principalmente dall’analisi soggettiva dalla valutazione delle prove.

Gli esperti grafologi forensi ne sono consapevoli e tanti cercano il più possibile l’ oggettività nei loro giudizi utilizzando, ove possibile, strumentazioni sofisticate .

La perizia grafologica nel processo penale

E  opportuno sgombrare il campo da un falso problema: posto che non sia possibile conseguire verità assolute nel processo, non può accertarsi nessuna verità. Malgrado l’autorità di alcuni suoi sostenitori come ad esempio Francesco Carnelutti si tratta di un argomento privo di senso.

Le verità assolute infatti non vengono conosciute né all’interno né all’esterno del processo dato che anche la scienza è fallibile. Quindi è ovvio che nel processo non si scopra nessuna verità assoluta tuttavia ciò non implica, questo è l’errore fondamentale, che non si possa conseguire nessuna verità.

Nel processo, come al di fuori di esso ciò che si può conseguire è una verità relativa, che per il fatto di non essere assoluta non cessa di offrire conoscenze veritiere. Si tratta di una relatività oggettiva e allora diventa opportuno massimizzare il peso delle evidenze cioè l’insieme delle prove disponibili in ogni caso specifico perché in tal modo potrebbe migliorare la qualità della decisione finale.

Di conseguenza la decisione finale sulla verità può essere espressa in termini di probabilità.  A tal proposito, sembra inadeguato l’orientamento, pure abbastanza diffuso, che ricorre al calcolo della probabilità quantitativa fondata sull’applicazione del Teorema di Bayes, mentre si giustifica il ricorso alla nozione della probabilità logica.

In sintesi , le esigenze di giustizia e la struttura dell’attuale processo penale richiedono l’intervento di esperti in scrittura coscienziosi, ben preparati e fortemente intuitivi in possesso delle giuste nozioni di diritto penale sostanziale e processuale, in grado di affrontare l’esame incrociato in dibattimento. Ciò anche in virtù del riconoscimento a pieno titolo della perizia grafica come strumento processuale per l’acquisizione di un elemento di prova, “…il cui contributo al raggiungimento della verità processuale è diretto a fornire al giudice le informazioni necessarie per conoscere la realtà dei fatti, e quindi per stabilire se la relativa narrazione è vera o falsa”. (Engisch 1960).

Bibliografia:

J.S. Kelly, S. Lindblom – Scientific Examination of Questioned Documents (Forensic and Police Science Series), 2006

Taruffo – Univeristà degli studi di Pavia – Ermeneutica, prova e decisione in www.rivisteweb.it, 2018

Singh – Limiti della scienza o la scienza di limiti? Il dilemma di un esperto di documenti, 2005. Il diario on-line dello scienziato forense, vol 8.

Paolo Tonini, La Cassazione accoglie i criteri Daubert sulla prova scientifica -Diritto penale e processo, 2011

Huber and Headrick’s – Handwriting Identification. Taylor and Francis. (2018)

Engisch, 1960-Logische Stufien zur Gesetzesanwendung,2. Aufl.

Luigi Morra in Renato Branno – La Perizia Grafica nel Vigente Processo Penale – Ed. Scientifiche Italiane  (1999)

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